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Cum sociis natoque penatibus et magnis

    Da Montecosaro a Monte San Giusto- Papillon

    Se dici gusto, dici sedici – Un itinerario in sedici tappe

    Lasciando il paese per le colline all’interno, si fa una breve deviazione per Montecosaro per visitare la bellissima abbazia di Santa Maria a Pié di Chienti, risalente al 1125, dalle particolari finestre bifore e monofore chiuse da lastre di alabastro che diffondono all’interno una luce tenue che al tramonto diviene rosata. Qui la sosta consigliata è per Le conserve di Angela (piazzale Stazione, 9 – te. 0733865978) per portarsi a casa i sapori delle campagne marchigiane, con le sue melanzane sott’olio, le zuppe di farro e i tanti sughi. Sempre qui si mangia al ristorante Due Cigni (loc. Scalo – via Santissima Anunziata, 19 – tel. 0733865182) con una cucina che oscilla tra i classici come “princisgras” ed elaborati accostamenti tra cui mazzolina in salsa di ciauscolo e rosmarino e guazzetto di razza con miglio, spinaci e cardamomo. Da Montecosaro si segue la strada delle colline sino a Monte San Giusto, insediamento di origine romana, che conserva splendide testimonianze rinascimentali come il Palazzo Bonafede, attualmente sede del municipio, mentre nella Chiesa di Santa Maria Della Pietà (in Telusiano), del sec. XIV, fatta ristrutturare dal vescovo Bonafede nel secolo XVI, si conserva la pala di Lorenzo Lotto “La Crocefissione” . A Monte San Giusto c’è anche la sede di uno degli artigiani storici del Golosario, uno dei migliori pastai d’Italia, ovvero Luigi Donnari de La Pasta di Aldo (via Castelletta, 41 – tel. 0733837120). Non perdetevi le pappardelle, le tagliatelle, i filini e le tagliatelline all’uovo.

    SETTEMBRE 2010 – PROVINCIA DI MACERATA